UN’INTENSA SETTIMANA

November 10th, 2010

Al Kennedy Space Center, dove siamo ormai prossimi alla fine delle operazioni di integrazione, i membri della Collaborazione si sono appena lasciati alle spalle una settimana piena di impegni. In primis, lunedì, AMS-02 è stato messo a testa in giù: per raggiungere alcuni punti altrimenti inaccessibili, sui quali si è intervenuti martedì, è stato necessario ruotare tutto l’esperimento di 180°.

Mercoledì mattina, rimesso AMS-02 di nuovo dritto dopo un’altra rotazione di un angolo piatto, si è proceduto all’installazione di un componenete molto importante: la Flight Releasable Grapple Fixture (FRGF) per il braccio robotico dello Shuttle (l’SRMS). La “grapple fixture” è un complesso gancio meccanico che verrà afferrato dal braccio robotico dello Shuttle per tirare fuori AMS-02 dalla stiva e consegnarlo al braccio robotico della Stazione Spaziale. Quest’ultimo lo collocherà sulla truss della ISS. Anche il Candarm, il braccio della Stazione Spaziale, ha bisogno della sua “grapple” per AMS-02: si chiama Power Video Grapple Fixture (PVGF) ed è già stata insallata.

Giovedì AMS-02 è stato trasportato dall’ELC rotation stand al suo ultimo stand nella SSPF, il Cargo Element Work Stand (CEWS), dove se ne starà in attesa di essere spostato nel canister, il container che lo trasporterà fino alla rampa di lancio.

Muovere sette tonnellate di spettrometro non è certo uno scherzo: venti persone circa, tra lo staff di NASA, JCS e KSC, e alcune persone del team di AMS – erano coinvolte nelle operazioni, che sono durate in tutto circa quattro ore. AMS-02 è stato appeso, tramite un gancio e un’enorme cornice, al carroponte: su questi binari che corrono lungo il soffitto, l’esperimento ha sorvolato l’highbay.

Poi è stato messo giù su un altro

stand dove sono stati controllati peso e

centro di gravità. Un check piuttosto

delicato, che serve ad affinare il

modellino computerizzato di AMS-02,

sul quale faranno affidamento

i bracci robotici per “sapere”

esattamente come manovrarlo.

Venerdì è stato il giorno dell’ultima

installazione per predisporre AMS-02

nella configurazione per il lancio e per

le operazioni una volta in orbita: è

stato aggiunto un Debris Shield,

uno scudo anti-detriti spaziali,

e il ROEU, il Remotely Operated

Electrical Umbilical, pezzo

fondamentale per le connessioni

elettriche all’interno

del payload bay dello shuttle.

Dunque è stata una settimana davvero cruciale, durante la quale sono state portate a termine molte tappe. Negli stessi giorni eravamo con il fiato sospeso per la missione STS-133, che alla fine è stata ritardata per problemi tecnici al vaglio degli ingegneri della NASA: il lancio del Discovery non partirà prima del 30 novembre, ma questo ritardo non avrà conseguenze per la missione STS-134, che anzi è stata ufficialmente allungata di due giorni. Nel dispiacere generale per il ritardo della STS-133, c’è stata una nota positiva per AMS-02: molti dei VIP giunti al KSC per il lancio, sono venuti a vedere l’esperimento, tra loro il Chief Administrator della NASA Charles Bolden e il Senatore della Florida Bill Nelson, da sempre un grande sostenitore di AMS.

Le prossime settimane prevedono sul fronte informatico test dei software e upgrade, mentre nella highbay verrà dato il tocco finale all’integrazione di AMS-02: le varie componenti e i sub-detector verranno coperte con il materiale Multi-Layer Insulation (MLI).