IN VIAGGIO CON AMS-02: IL VOLO

September 14th, 2010

Un’avventura nell’avventura: così si può definire il viaggio sul C-5M da Ginevra al Kennedy Space Center. Ci piacerebbe condividire con voi l’esperienza dei 39 membri della Collaborazione di AMS che hanno accompagnato l’esperimento – la cui realizzazione è stata finora l’Avventura con la “A” maiuscola – in Florida. Abbiamo pensato di raccontarvi alcune delle foto scattate durante questo viaggio davvero entusiasmante.













Siamo partiti all’alba del 26 agosto dall’aeroporto di Ginevra. Sono le 6:10 del mattino e il C5-M ci aspetta a con la pancia aperta e AMS-02 già nel cargo.


Siamo stati accolti dal Capitano Matt e da 13 membri dell’equipaggio, arrivati in Svizzera dopo aver trasportato provviste in Afghanistan e in Iraq. Avremo capito in seguito quanto l’equipaggio fosse eccitato dall’idea di viaggiare con a bordo un payload così importante. Li aspettiamo a febbraio per il lancio!
Tramite una scaletta ripidissima, saliamo in cabina.

Si tratta di un posto piuttosto spartano, ma …niente capricci.
Sappiamo di non essere in vacanza e poi la gioia di essere qui compensa ogni scomodità: dopo tutti questi anni, il nostro “bimbo” se ne va a Cape Canaveral.
Comunque si sta piuttosto larghi, visto che occupiamo circa la metà dei 70 posti a sedere disponibili.
Inoltre la “distanza dal vicino” è da business class (“gli alti” hanno apprezzato).
In cabina è piuttoso buio, perché la luce entra solamente dagli oblò sovrastanti le quattro uscite di emergenza; inoltre siamo seduti nel verso opposto rispetto alla direzione di marcia, con le spalle alla cabina di pilotaggio.

Il primo pilota Michael Cory prende la parola e ci informa sul volo: dice che durerà 10 ore e 10 minuti e che dovrebbe essere piuttosto tranquillo.
Poi hanno distribuito dei tappi per le orecchie gialli per sopportare il rumore del C5 che, a differenza dei voli di linea, non è insonorizzato. Una volta accesi i motori, il rumore diventa assordante: mentre i membri dell’equipaggio comunicano attraverso cuffie e microfoni, noi dobbiamo urlare.











 

Si accendono i motori, si chiude il portellone, allacciamo le cinture e, alle 7 spaccate…
…si decolla!












 

Il volo è stato più che tranquillo, interrotto solo da un paio di pasti, niente film o sbirciatine fuori dai finistreni e, a causa del rumore, poche chiacchere. Ma eravamo comunque tutti impegnatissimi: nelle prossime settimane al Kennedy Space Center ci saranno molte cose da fare, tutti i controlli e i test del caso prima che AMS venga caricato sull’Endeavour. Mancano ancora sei mesi al lancio, ma sappiamo che non sono mai troppi…meglio avere tutto sotto controllo!

Abbiamo passato un sacco di tempo al computer. Alcuni di noi hanno schiacciato un pisolino (i sedili erano reclinabili al massimo e, togliendo i braccioli, si poteva dormire comodamente sdraiati); qualcun’altro ha dato il suo contributo alla manutenzione del velivolo!







 

 

 

 

 

 

E, ovviamente, c’è stato chi, scortato da un membro dell’equipaggio, è andato a trovare AMS nella stiva del C5: una scena piuttosto forte, il gigante e le sue attrezzature con vicino i nostri minuscoli bagagli.

Come annunciato, siamo atterrati esattamente dopo 10 ore e 10 minuti dal decollo. Anche se non ci siamo visti atterrare dall’esterno, eravamo molto emozionati perché consapevoli di raggiungere una delle piste più famose del mondo: la “Strip”, il luogo dove atterra lo Space Shuttle al Kennedy Space Center. Proprio quel posto dove gli Shuttle toccano terra alla fine delle loro missioni spaziali, accolti dalla Mission Control con il “Welcome back home”. E noi siamo là, su quella pista, con AMS!

E ci sono un sacco di Very Important People ad aspettarci. Ma questo è raccontato nella seconda parte della nostra storia.